|
Prima
di tutto vorrei ringraziarti per averci
concesso quest'opportunità, è un onore
intervistare una vera icona del Funk come
te. Parlaci un po' di come hai incominciato,
quando hai iniziato a suonare la chitarra?
Rob Bacon: E' senz'altro un piacere
chiacchierare con voi! E' bello sapere di
avere una fonky family in Italia! In effetti
ho iniziato a giocare con la chitarra
all'età di 7 o 8 anni. Mio padre suonava un
po' e aveva sempre avuto una chitarra
acustica deposta da qualche parte per la
casa. Crescendo a Detroit, la musica era
tutta intorno a me.. dalla Motown al Blues
al Funk, succedeva sempre qualcosa. Ho avuto
la mia prima vera chitarra più o meno a 12
anni, quando la mia gente mi ha sentito
suonare sopra all'album "Breezin" di
George Benson con la vecchia chitarra di mio
padre, con solo tre corde rimaste sopra!
Quel Natale successivo, ho ricevuto la mia
prima chitarra elettrica.. quello è stato
l'inizio!
Se non sbaglio ho visto che usi chitarre Gibson, che tipo di chitarre preferisci e
quali sono le migliori per fare musica
P-Funk?
Rob Bacon: In effetti preferisco le Fender
Stratocasters per la maggior parte dei miei
assolo e lavori a ritmo Funk. Sono grandiose
praticamente quasi per tutto, anche se devi
lavorarci sopra per ottenere il tuo suono.
Mi piace usare le Gibson di grossa taglia,
come la ES-335 o la ES-175, per le cose più
orientate al Soul o al Jazz. Per suonare le
cose P-Funk verosimilmente preferirei usare
per la maggior parte la Fender Start o
Telecaster.
Quanto è importante il Funk per te e cosa
rappresenta?
Rob Bacon: Il Funk rappresenta molto di
più di un semplice genere musicale per me.
Il Funk è uno stato mentale, un modo di
vedere il mondo intorno a me. E' una
religione per me. Il Funk è legato al Soul,
in questo c'è qualcosa che non può essere
imparato, credo che debba essere dentro di
te, e se c'è si mostrerà nel modo in cui
pensi, nel modo in cui parli, nel modo in
cui ti muovi, e da quanto è grande la
Cadillac che guidi! : )
Quanto sei stato influenzato dai padri del Funk come George Clinton, Roger Troutman e
Prince?
Rob Bacon: George Clinton è il grande
conduttore/orchestratore del Funk. Lui ha
preso quello stile Doo Wop dagli anni '50 e
l'ha fuso con il suono della Motown, poi
l'ha avvolto sotto il cappotto Psycadelic.
Il ricco miscuglio di Funk, Soul e Rock che
ho preso dai Parliament/Funkadelic, l'ho
avuto anche da Prince, che era quello che
ascoltavo davvero di più nei miei anni da
adolescente. Ho imparato molto su come
condurre una grande band da lui. Roger
Troutman è uno dei miei chitarristi Funk
preferiti di tutti i tempi. Roger faceva
quella cosa a ritmo funky con la chitarra
(noi la chiamiamo "Chicken Grease") moooolto
prima di Prince ed era inoltre anche un performer
davvero dinamico. Funkadelic, Roger &
Zapp, Prince e The Time.. tutti questi sono
stati gli artisti/band che mi hanno
influenzato profondamente mentre crescevo a
Detroit!
So che stai lavorando al tuo album di
debutto, questa si è una grande notizia. Ci
puoi dare qualche anticipazione?
Rob Bacon: Sto lavorando di tanto in
tanto a del materiale
per una pubblicazione solista da un po' di anni! Tra le sessioni di lavoro
con così tanti altri artisti e i frequenti
tour negli Stati Uniti e in Europa, è stato
difficile focalizzarsi davvero su quello che
volevo fare. Ma ho ricevuto così tanto
supporto dai fan del mio lavoro negli anni
da mettere insieme qualcosa, quindi ho preso
la decisione di assemblare i pezzi più fonky
che ho registrato durante gli ultimi 10 anni
e qualcosa, e pubblicarlo. Al momento il
titolo dell'album è "Earth Smells Funny",
potrebbe cambiare, comunque. Penso che
seguirà le linee di "Games, Dames e Guitar
Thangs" di Eddie Hazel, un album guidato da
una chitarra Funk/Rock con pezzi che possano
proprio lasciare stupefatte delle vere teste
di Funk!! State sintonizzati!
La tua "Let It Go" è uno dei più commuoventi
tributi mai fatti alla figura carismatica di
Eddie Hazel. E' come un mentore per te?
Rob Bacon: Grazie, amico. "Let It Go" è
una traccia che è mi è davvero cara e vicina al mio
cuore. E' stata decisamente suonata con il
compianto, grande Eddie "Maggot Brain" Hazel
in mente e inoltre, sepolto profondamente
dentro ogni nota c'è il viaggio della mia
vita: la mia giovinezza a Detroit, il dolore
di crescere nella povertà, le mie esperienze
buone e cattive, lasciare casa e provare a
sopravvivere, e provare semplicemente a
lasciar scorrere il Funk dal mio cuore alla
mia chitarra, per condividerlo con
l'universo.. a volte è difficile per me
ascoltare quella traccia, amico!
Si, Eddie Hazel è stato la mia principale
influenza nel mio modo di suonare,
specialmente riguardo i miei sentimenti e il
mio stile di espressione musicale. Sono
stato inoltre influenzato da Micheal Hampton,
l'altro leggendario principale chitarrista
dei Funkadelic. Un sacco di pezzi classici e
idee melodiche nelle mie linee guida vengono
da lui.
Come tutti sappiamo hai lavorato
tantissimo con DJ Quik, come vi siete conosciuti?
Rob Bacon: Si, tra il 1990-91, sono stato
presentato a Quik dai miei amici e
produttori musicali Courtney Branch e Tracy
Kendrick, della Total Trak
Productions. Facevo qualche sessione di
lavoro per alcuni dei loro altri progetti e
loro avevano appena scoperto Quik, che al
tempo si stava facendo un nome come D.J.
pubblicando una serie di mixtape
underground. Sono andato là a fare una
sessione per lui e ha voluto che rifacessi
una linea di basso sopra un campionamento,
una cosa così. Bene, siamo finiti a creare
qualcosa di completamente diverso, che è
finita per essere "8 Ball", la quale si basava su
elementi di "Chameleon" di Herbie Hancock.
Quella è stata davvero la prima cosa che
abbiamo fatto insieme e dopo ciò siamo
stati in studio insieme praticamente ogni
giorno per quasi tre anni! Capivo da dove
proveniva Quik musicalmente, perchè siamo
entrambi cresciuti ascoltando parecchio la
stessa musica. Ero in grado di aiutarlo a
mantenere l'elemento live nelle sue tracce,
ma continuando a restare in ambito Hip Hop.
Quik è davvero dotato, è
un artista brillante e ha sempre saputo come
ottenere il meglio di quello che io gli
proponevo musicalmente.
Nel Febbraio del 2006 ti abbiamo visto fare
un fantastico assolo di chitarra al concerto
di Quik all'House Of Blues con una band di
12 elementi, cosa ci puoi puoi dire di
quell'esperienza?
Rob Bacon: Grazie!! E' stato davvero
divertente. Non è stato davvero pianificato
o provato molto, perchè tutti noi
semplicemente ci trovavamo lì a supportare Quik
per il suo primo vero concerto con una band
completamente dal vivo. Mi ha chiesto se
volevo fare qualcosa, quindi abbiamo scelto quell'accordo perchè ha delle belle
vibrazioni alla Funkadelic nell'assolo di
chitarra. Quello è lo stesso assolo che ho
suonato in "Medley For A V (Reprise)",
l'ultima traccia di "Rhythm-al-ism". La
gente nella folla era davvero esaltata
perchè molti di loro avevano soltanto letto
il mio nome sui libretti degli album, quindi
era la prima volta che mi vedevano!! Fonky!!
Oltre a te e Quik, il terzo elemento del
magico trio è G-One. Quando vi siete
conosciuti? Qualche novità su di lui?
Rob Bacon: Io e G-One ci siamo
conosciuti ancora prima che io conoscessi o
lavorassi con Quik. Lui era davvero un
eccellente batterista e insieme avevamo
suonato con diversi artisti. L'ho presentato
a Quik quando abbiamo avuto bisogno di un
batterista per partecipare all'"Arsenio Hall
Show", quando abbiamo eseguito "Jus' Lyke
Compton" con una band dal vivo.
Intorno al 1994, quando sono andato a New
York per un po', Quik e G-One hanno iniziato
a produrre alcune cose insieme. G-One sta
lavorando a diversi progetti al momento. E'
inoltre un fratello davvero di grande
talento e un buon amico.
Mi piacerebbe parlare di "Quik's Groove III",
prodotto da voi tre. Quella traccia va
oltre l'Hop Hop per me, com'è stata quella
sessione di registrazione?
Rob Bacon: Grazie. "Quik's Groove III"
in verità era composta da un piccolo pezzo
di traccia strumentale che avevo scritto
precedentemente, chiamato "Goodnite, Jazsmin",
che aveva quelle sensazioni tipo "Portrait"
di Jaco Pastorious. Quik mi ha sentito
mentre lo suonavo con il basso e se ne è
innamorato, così ha chiesto se poteva
averlo per il prossimo "Quik's Groove", io
ho detto di sì. Quindi avevamo G-One a
suonare la batteria dal vivo, io ho fatto il
basso e la chitarra, il mio amico Chaz Green
ha suonato l'assolo di flauto e Quik ha
fatto la sua solita magia per far funzionare
il tutto insieme. Hai ragione, quella
traccia potrebbe stare su un disco di smooth
Jazz!!
Un'altra delle vostre produzioni è "If U
Stay Ready" di Suga Free. Un classico, la
melodia della chitarra è semplicemente
strepitosa, sopratutto nell'outro. Com'è
nata quella canzone?
Rob Bacon: Grazie! La storia di "If U Stay
Ready" è divertente! Quik aveva appena
comprato una casa a tipo un'ora di distanza
da dove vivevo io a Los Angeles. Ero appena
tornato in città e G-One ed io andammo a
passare il fine settimana da Quik, per
aiutarlo a scrivere/produrre alcune cose per
il disco di Suga Free.
Suga Free era davvero un pazzo simpatico,
amico! Un vero pappone fino all'osso e un
genio lirico!! Quel fenomeno aveva così
tanta energia, era pazzesco! Comunque sia,
il secondo giorno mi sono svegliato con
un'idea nelle primissime ore del mattino,
stavo suonando il principale giro di chitarra
della canzone. Avevo una traccia base di batteria
sull'MPC 60 e ho iniziato a buttar giù le
parti di chitarra. Playa Hamm (dei Penthouse
Playas) era presente lui pure durante quel
weekend e si è svegliato verso le 7 o le 8
del mattino e lo ricordo scrivere la sua
strofa mentre si stava abbottonando la
camicia! Subito dopo mi ha detto: "Amico,
questo è il singolo".
Credo che il rumore abbia svegliato Quik e
me lo ricordo correre giù per le scale,
urlando: "E' QUESTO!! Cos'è, amico? Continua
a suonarlo!!". Poi è andato verso l'MPC e ha
riprogrammato la batteria, aggiungendoci
sotto uno stupendo breakbeat in loop, credo
qualcosa dei Brass Construction. Io mi misi
a suonare la linea di basso e le parti synth
alla Roger Troutman su un piccolo
sintetizzatore Yamaha da quattro soldi. A me
e a G-One è venuta l'idea per il ritornello:
""If u stay rea-daaay.. u ain't got to
get rea-daa-ay". In verità quello sono
io che canta il coro in falsetto alla Curtis
Mayfield! Avevo solo intenzione di usare
quel cantato come guida per la vocalist che
avrebbe dovuto cantare il ritornello, ma
siamo finiti a mixare la traccia con il mio
cantato originale.
Inoltre abbiamo scritto e registrato insieme
"Dip Da", "No Suckaz Live Here" e "Tip Toe (Reprise)",
l'assolo di chitarra, lì in casa. Quello è
stato davvero un fonky weekend!
Che storia! Tra gli altri hai
collaborato anche con 2Pac,
cosa avete fatto insieme?
Rob Bacon: Ho suonato la chitarra e il
basso su "Thugz Mansion (Remix)" e inoltre
un sacco di gente non sa che ho suonato il
giro di chitarra e la linea di basso sul suo
classico "Dear Mama".
Se guardiamo alla tua discografia, vediamo
come hai collaborato con un sacco di
artisti incredibili, nomi come Destiny's
Child, Monica, Raphael Saadiq e Amp Fiddler.
Quanto hai dato a questi artisti riguardo la
tua visione musicale e cosa hai imparato da
loro?
Rob Bacon: Con Monica è stato il mio
primo lavoro da tour come direttore
musicale; quella è stata davvero un
esperienza da cui ho imparato molto, perchè
produrre e arrangiare concerti dal vivo per
artisti Major Pop è DAVVERO diverso dalle
altre cose che ho fatto. C'è un sacco di
pre-produzione, coreografia, luci e dettagli
realmente intimi attraverso cui passare per
mettere insieme quel tipo di spettacolo.
Lo stesso con le Destiny's Child. E' stato
speciale lavorare con loro, perchè sono
stato in grado di vederle crescere e di
diventare più sicure nel quello che fanno di
fronte a una band dal vivo. Il mio lavoro
era di produrre tutto il fuoco che potevo
dargli musicalmente per portare le loro
performance dal vivo su un livello più alto.
Sono rimasto davvero impressionato dalla
grande etica che le ragazze mettono nel
lavoro.. specialmente Beyonce! Quella
ragazza lavora più duramente di chiunque
altro io abbia mai conosciuto e si merita di
stare dove sta, credetemi! Io e Raphael
Saadiq siamo come fratelli di sangue
musicali.. ad entrambi scorre il Funk nelle
vene e possiamo leggere l'uno nella mente
dell'altro! Abbiamo iniziato a lavorare
insieme più o meno intorno al periodo in cui
ha pubblicato "Instant Vintage". E' un
musicista formidabile e un vero figlio del
Soul.. abbiamo in mente di fare MOLTE
canzoni insieme.. Amp Fiddler viene dal
mio stesso vecchio quartiere a Detroit!! E'
stato così bello stare con lui e lavorare
insieme con i P-Funk e i Children of
Production (facevamo gli show di apertura
per i P-Funk in tour nel 2005). Ho anche
scritto insieme a lui e ho suonato su alcune
canzoni dell'ultimo album di Amp "Afro Strut".
Ho suonato la chitarra con lui in tour in
Europa l'anno scorso.. quello SI' che è
stato FONKAY!!!
A proposito di quel tour, com'è stato e torneresti di
nuovo, magari in Italia?
Rob Bacon:
Si, amico.. mi piacerebbe davvero venire
e fare qualche spettacolo con Mr. Fiddler in
Italia!! Se va tutto bene questo potrebbe
accadere presto!
Hai detto anche che lavorerai molto
con Raphael Saadiq in futuro, hai formato un gruppo
con lui vero? Pubblicherete un album
insieme?
Rob Bacon: Saadiq ed io abbiamo riflettuto
sull'idea di registrare un progetto come
band, probabilmente una sorta di
potente trio Funky/Rock. Abbiamo pensato di
realizzare un qualcosa del genere insieme, e
portarlo direttamente in Europa!!
Secondo Quik, tu sostieni che "ci sono solo 12
note, ma è come suoni tra queste note che ti
da il tuo carattere". E' un punto di vista
interessante, puoi spiegarcelo?
Rob Bacon: Sicuro. Vedi, ogni musicista,
non importa che strumento lui o lei suoni
(eccetto forse la batteria), è limitato a 12
note melodiche. Questo è quanto. Non lo puoi
cambiare. Ma è come vai sotto, in mezzo o
dentro ogni nota che esprime chi TU sei
individualmente. Andare sotto una nota ha a
che fare con il modo in cui l'attacchi, come
la fai sedere. Andare in mezzo è come
affronti lo spazio o anche il silenzio,
questo può significare una pausa, un
respiro, una rottura nel ritmo.. come
utilizzi lo spazio tra le note, capisci? E
andare dentro la nota significa essere
COMPLETAMENTE lì o spiritualmente in
contatto con il motivo per cui la nota viene
suonata; i grandi musicisti Blues sono un
esempio di questo, Carlos Santana e Miles
Davis sanno anche come entrare realmente
nella nota...
Molti produttori preferiscono ancora registrare
pezzi seguendo il buon vecchio metodo
analogico, cosa ne pensi a riguardo?
Rob Bacon: Lo capisco perchè
praticamente vengo dall'era dell'analogico.
Perchè le mie orecchie l'hanno sentito, so e
posso apprezzare il suono che l'analogico
produce. Penso, tuttavia, che la
tecnologia digitale sia migliorata
abbondantemente di recente e che ci fornisca
molte più opzioni creative quando si va a
produrre musica. A dire la verità mi
piace registrare strumenti organici come
batteria, basso, voci, ecc. su nastro
analogico per catturare la compressione
naturale e la distorsione ("la
grassezza"), quindi trasferirla su un
qualsiasi mezzo digitale (Pro Tools, ecc.)
per trarre vantaggio delle molte correzioni
e opzioni sonore (oh cacchio, sto suonando
troppo tecnico!!). Quando lo senti, taglialo
e vai avanti con quello!! Lì.. lo preferisco
di più!!
Qual'è la giornata tipica di Rob "Fonksta"
Bacon?
Rob Bacon: Non ho davvero quello che uno
chiamerebbe una giornata "tipica", più o
meno ogni giorno è differente, dipende da
quello su cui sto lavorando o con chi sto
lavorando. Tendo a registrare veramente
tardi di notte, quando ci sono meno
distrazioni dalla vita di tutti i giorni.
Nel mezzo di tutto questo, cerco di passare
più tempo possibile stando con mia moglie e
mia figlia (le mie ragazze!!).
Quali sono gli artisti che ascolti
di più in questo periodo?
Rob Bacon: Provo ancora a seguire tutto
quello che succede sulla scena e cerco di
scegliere il meglio e le cose più funky da
quello che la musica di oggi ha da offrire.
Certamente sto per la maggior parte ad
ascoltare il Funk e Rock Old School che mi
ha influenzato, ma cerco sempre di trovare
modi per connettere quello che faccio con la
roba nuova. Per quanto riguarda i nuovi
artisti, mi piace quello che sta facendo Van
Hunt, mi piace il profondo sentimento Blues
della chitarra di John Mayer. I Neptunes e
Timbaland stanno tornando nello stile degli
anni '80, con quel potente synth Funk alla
Prince, che è una sorta di cambiamento nel
suono Hip Hop e Pop.. tutti quelli che
cercano di portare le cose avanti.
Senza dubbio sei davvero un artista
versatile, puoi passare dal Funk al Soul,
persino Rap e Rock. Come fai a muoverti tra tutti
questi tipi diversi di musica e suonare
sempre alla grande?
Rob Bacon: Grazie per averlo detto.
Provo semplicemente a richiamarmi ad ognuno
di questi stili differenti, dipende da quale
situazione musicale lo impone.
Fortunatamente crescendo sono stato
privilegiato ad essere esposto a così tanti
tipi differenti di musica e credo che questo
mi renda versatile, ma hey amici è tutto
Fonky per me!!
Bene, penso sia tutto, vorrei ringraziarti
ancora per quest'intervista, per il nostro
sito significa molto e come fan è un giorno
che non dimenticheremo. Prima di lasciarci,
hai qualche ultimo commento da fare?
Rob Bacon: Vi ringrazio io! E' stato un
piacere. Vorrei solo ringraziare tutti
coloro interessati abbastanza da leggere
questo per mostrare il loro supporto! Basta
che vi ricordiate sempre che la Musica è più
grande di tutti noi messi insieme e che i
messaggeri verranno e andranno avanti,
ognuno di noi lascerà indietro a voi una
piccola parte della sua anima per
ascoltarla.. e non c'è NIENTE di fonky a
meno che voi non lo ascoltiate!! Stay Free!!!
intervista dei FonkLab (Smoke & Davizz), traduzione di Davizz |