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KAM
"MADE IN AMERICA" "Made
In America" è un disco che rispecchia a
pieno il periodo magico per la West Coast che
va dal 1988 al 1996, un'epoca in cui i
classici venivano sfornati in continuazione.
Si tratta del secondo album di KAM, una
leggenda della West Coast, scoperto da Ice
Cube. KAM è uno dei pochissimi rapper venuti
da Watts (il ghetto dei ghetti) ad aver
sfondato. Il suo stile, nonostante sia un
musulmano praticante, è molto allegro, grazie
alle basi P-Funk con il quale la sua voce si
adatta perfettamente. I temi di cui parla sono
generalmente molto interessanti, con un
profondo contenuto sociale, ed è per questo
che KAM è ritenuto uno dei migliori liricisti
della West Coast.
01. Intro (produced by Jessie
Willard)
S.V.
02. Trust Nobody (produced by
Battlecat)
L'album si apre alla grandissima, questa è
infatti la mia canzone preferita dell'intero
disco. Il grande DJ Battlecat mette a
disposizione di KAM una base G-Funk stupenda e
il nostro butta giù un bellissimo testo in
cui ci spiega come funzionano le cose in
America, come i maschi neri siano l'etnia più
odiata ed inoltre Kam ci insegna le due regole
principali del ghetto: "Non fidarti di
nessuno" e "Non tutti i soldi sono
soldi buoni". 10/10
03. Pull Ya Hoe Card (produced by
E-A-Ski & CMT)
Questo è uno dei due singoli dell'album. La
base di E-A-Ski è decisamente G-Funk e KAM ci
viaggia su alla grande. Qui si parla dei falsi
gangsta e la frase che da il titolo alla
canzone sta ad indicare proprio lo "sputtanamento"
di questa gente. Molto rilassante il
ritornello. 9/10
04. That's My Nigga (produced
by DJ Quik)
La super hit dell'album! KAM e DJ Quik sono un
duo molto affiatato, hanno collaborato diverse
volte negli anni e risultati sono sempre stati
fantastici. Se mettiamo le liriche sopraffine
di KAM con le basi stellari di Quik non ce n'è
per nessuno. Il P-Funk regna. 10/10
05. Way'a Life (produced by
Battlecat)
Forse la canzone dell'album che mi piace di
meno ma ciò nonostante si tratta di una buona
canzone. Il beat, secondo me, non è molto
bello, specialmente nelle parti rappate. 7/10
06. Down Fa Mine feat. MC Ren &
Dresta (produced by Jessie Willard)
Carina. Il bello di quest'album è che
nonostante ci siano un sacco di produttori
diversi (e che nomi!!!) il suono sia sempre
simile e che le canzoni si colleghino le
une alle altre. Ritornello in talk-box che
spacca sempre, ottimi featuring e, come al
solito, grande KAM. 8/10
07. In Traffic (produced by
Battlecat)
Che spettacolo! Ecco l'altro singolo
dell'album, di nuovo una grandissima base di
Battlecat che riprende una super hit dei
P-Funk All Stars. E' decisamente il mio suono,
il ritornello di KAM è bellissimo e le
liriche convincono. 9,5/10
08. Givin' It Up (produced by Cold
187um)
Non so che dire.. se siete dei fan del P-Funk
come me arrivati alla traccia 8 starete
urlando: "Dio benedica KAM!". Ci
risiamo, altra base geniale stavolta offerta
dal mitico Cold 187um aka Big Hutch degli
Above The Law (uno dei padri del G-Funk con DJ
Quik e Warren G, praticamente manca solo Dre
su questo disco, ma forse è meglio così). KAM
spacca di brutto e rappresenta tutti dal
Westside, Eastside, Northside e Southside.
10/10
09. Nut'n Nice (produced by Rashad
& Mad Scientists)
Un'altra hit, ma-che-te-lo-dico-affare. Su una
base molto divertente KAM ci parla del lato
meno bello della vita dei Gangstaz. 9/10
10. Who Ridin' (produced by
E-A-Ski & CMT)
Avanti con il G-Funk che più di così non si
può. Qui i testi di KAM si fanno ancora più
"coscienti" e convincenti, qui si
parla della vera vita di strada, non di quella
tutta Money & Hoes di cui ci parlano tanti
studio-rappers. 9/10
11. Keep Tha Peace (produced by
Warren G & KAM)
Un classico! In un periodo in cui le cose per
le strade di Los Angeles erano piuttosto tese,
KAM lancia un messaggio di pace ai
gang-bangers, invitandoli a riflettere su
tutti la violenza e gli omicidi inutili.
Spettacolare la base di Warren G,
probabilmente una delle sue migliori. 10/10
12. Represent feat. D-Dope, K-Mack
& Solo (produced by Jessie Willard)
Il disco finisce con una traccia così così.
I personaggi ospitati hanno delle strofe che
non sono niente di particolare e il beat è
accettabile. Per fortuna KAM chiude alla
grande la canzone. 7/10
In conclusione posso dire che quest'album è
praticamente un classico. KAM ha saputo unire
liriche profonde al suono allegro del P-Funk
tipico della West Coast e onestamente non mi
viene in mente un'altro artista del Sud della
California che sia riuscito a portare avanti
questa incredibile combinazione per un disco
intero. "Made In America" è un
album per tutti: ottima musica accompagnata da
grandi testi. Un prodotto unico nella storia
della musica Rap.
VOTO:
9,5/10
di
Davizz |